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Il nostro viaggio a Torre Alfina è stata un’esperienza particolare, accompagnata costantemente da un velo di mistero. Adesso vi racconterò perchè.

Come spesso accade, Torre Alfina l’abbiamo scoperta per caso. A differenza del solito, però noi avevamo già una meta. Ci trovavamo nei pressi di Acquapendente ed eravamo diretti ad Allerona. Nel bel mezzo  di un incrocio sulla SP50 (a due passi dal confine tra Lazio ed Umbria) la strada ci è stata sbarrata da un enorme gregge di pecore. La distanza del pastore e la lentezza nei movimenti di questa simpatica brigata mi ha fatto capire che non ne sarei uscito prima di mezz’ora almeno.  In quel momento, cercando una via di fuga alla mia sinistra, ho visto una torre in lontananza. E’ bastato un attimo e la mia destinazione è cambiata. Ovviamente non sapevamo nulla di dove stessimo andando, soltanto i cartelli ci hanno fatto capire che eravamo arrivati a Torre Alfina.

Torre Alfina

Torre Alfina secondo chi ci abita

Raggiunto il centro storico, come faccio sempre, ho chiesto informazioni ad un signore del posto. Ho scoperto così le antichissime origini di Torre Alfina, tanto antiche che si perdono nella notte dei tempi. Furono gli Etruschi – forse – i primi abitanti. O forse altre popolazion anteriori. La storia da questo punto di vista è poco chiara. Il borgo è tenuto molto bene, ma ciò che cattura subito lo sguardo è il Castello e la sua Torre.. La pietra scura che lo riveste ha un fascino davvero particolare : un po’ austero, un po’ misterioso, un po’ tenebroso.

Non per niente il Castello di Torre Alfina è chiamato anche il Castello delle Streghe, perchè la torre – dove si va se vede . Questo detto, in dialetto locale, sta a significare come la Torre del Castello sia sempre visibile in qualunque punto del paese (e non solo). Come se niente fosse ci viene spiegato che il castello è del 700 dopo Cristo. 1.317 anni di storia sono davanti ai nostri occhi. A questo punto chiedo un po’ di approfondire questa lunga storia. Ed ecco cosa scopro.

Dai Monaldeschi ai Boscolo, passando per il Risorgimento.

In tutto questo tempo di cose ne sono successe davvero tante, ci spiega il nostro interlocutore. Il Castello venne edificato dalla famiglia Monaldeschi, passò poi alla famiglia Cervara e rimase dal 1400 fino al 1800 di proprietà dell’antica e nobile famiglia Bourbon del Monte. E’ sul finire dell’800 però che il castello divenne di proprietà di un personaggio molto particolare : il Conte Edoardo Cahen, un ricco banchiere francese. Secondo molti storici è solo grazie al determinante impegno della famiglia Cahen se oggi l’Italia è unita (!!!). Fu infatti questa famiglia di banchieri – l’unica in Europa – a finanziare economicamente il nostro risorgimento. Proprio nel castello di Torre Alfina Edoardo Cahen stabilì la sua ultima dimora. Mentre ascolto questa storia guardo il Castello in cima al paese. E penso che le storie più incredibili sono sempre le più segrete. A questo punto decido di cominciare la mia esplorazione di Torre Alfina.

Le inquietanti opere d’arte di Torre Alfina

Mentre mi avvicino al Castello scopro un’altra particolarità : il borgo è costellato di opere d’arte ‘inquietanti’, realizzate da alcuni artisti della zona. Se l’intento era quello di aumentare il ‘mistero’ che aleggia in questo posto, l’intento è perfettamente riuscito : statue di volti inquietanti, gambe sul tetto e murales misteriosi hanno contribuito a rendere la nostra visita davvero movimentata, fino all’arrivo al Castello – purtroppo inaccessibile – dove ammirare però uno splendido panorama della valle sottostante. Decidiamo a questo punto di tornare indietro e scaldarci con una cioccolata calda in un bar del paese. Ed è qui che scopriamo un altro tassello del mistero di Torre Alfina…

La sepoltura di Edoardo Cahen, il bosco delle fate ed il sarcofago violato

Seduti ad un tavolo del bar in Via al Piazzale S.Angelo veniamo avvicinati da un signore del posto. Siete voi i ragazzi che stanno facendo il video ? Faccio un cenno con la testa. Il signore si accomoda e comincia a raccontarci del paese. Oltre a varie informazioni che già avevamo, scopriamo che il vicino bosco è il posto dove il Conte Cahen ha deciso di essere sepolto, facendosi realizzare un incredibile mausoleo. Il bosco nei pressi di Torre Alfina è chiamato anche bosco delle fate, per l’incredibile e lussureggiante vegetazione che vi si può trovare. Scopro che è qui – non lo sapevo – che è stato girato il film Il Racconto dei Racconti. Arrivano intanto le nostre cioccolate calde. Deliziose. E’ qui che il nostro interlocutore si sbilancia. C’è poi la storia del sarcofago violato...

Torre Alfina

Lo guardo incuriosito. Si – continua – nel 2011. Faccio una ricerca su Internet : sembra che qualcuno abbia depredato il sarcofago del Conte nel suo mausoleo, lasciando addirittura il corpo esposto alle intemperie. Si parla di una matrice antisemita. Secondo me la verità è che si tratta di una maledizione sulla famiglia del Conte – chiude lapidario il signore del paese. Con queste parole si congeda, quasi come se avesse parlato troppo. E si conclude, ormai sul calare della sera, e finisce anche la nostra visita. Ma ci ripromettiamo di tornare, perchè siamo convinti che il Bosco di Torre Alfina abbia ancora molto da raccontarci…

Come arrivare a Torre Alfina

Visitare Torre Alfina richiede sicuramente la macchina. Avete due possibilità. La più facile è uscire dall’A1 ad Orvieto. Da qui seguite per Sferracavallo-Viceno-Torre Alfina. La mia strada preferita rimane però la Cassia, fino ad Acqua Pendente e poi la SP50, che passa proprio sotto Torre Alfina. Attenti alle pecore però !

Il video di Halloween da Torre Alfina :

Un po’ per giocare (ma neanche tanto) abbiamo realizzato un mini video per Halloween proprio da Torre Alfina. Eccolo qui :

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